In un universo dove le radici sonore dell’Oriente si intrecciano con le architetture timbriche dell’Occidente, il Concerto Bizantino prende forma come un viaggio sonoro senza confini, un’odissea elettromagnetica tra passato e presente. Composto da Nicola Segatta, compositore, violoncellista e artefice di ponti culturali tra tradizione e sperimentazione, questo concerto per violoncello e orchestra si erge come un monumento musicale alla memoria e alla trasformazione.
Registrato al Kulturzentrum Gustav Mahler di Dobbiaco e interpretato dalla Piccola Orchestra Lumière sotto la direzione di Marcello Fera, con il violoncello solista di Giovanni Sollima, il Concerto Bizantino è un’opera che fonde motivi incisivi, tensioni liriche e paesaggi sonori che sembrano sospesi tra realtà e metafora. Le immagini raccontano non solo una performance, ma un’esperienza: il respiro degli archi, il dialogo tra solista e orchestra, e quella luce metafisica che sorge quando la musica si fa specchio dell’inesprimibile.
Nel nostro lavoro di riprese e montaggio video, abbiamo cercato di catturare l’essenza profonda di questa narrazione sonora — i gesti, i silenzi, i dettagli delle mani che intrecciano storie sulle corde — traducendo la vibrazione delle note in un linguaggio visivo che amplifica l’esperienza dell’ascolto. Il risultato è un filmato che non si limita a documentare un evento, ma ne svela l’anima: un continuum sensoriale dove tempo, spazio e suono si fondono in un unico istante epico.
Riprese
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