Nel 2016 abbiamo avuto il privilegio di confrontarci con la storia e con la memoria del nostro territorio, curando la prima grande mostra monografica dedicata a Stefano Zuech (Brez, 1877 – Trento, 1968), tra i più significativi scultori trentini del Novecento.
Nativo della Valle di Non, formatosi nella Mitteleuropa e nel fervido clima viennese di inizio secolo, Zuech ha saputo intrecciare suggestioni d’avanguardia e richiami alla classicità, anche grazie al soggiorno romano che ne ha affinato il linguaggio. Le sue opere — monumenti civili, religiosi e funebri che punteggiano il territorio trentino — testimoniano la solidità e la continuità della sua ricerca artistica.
A quasi 140 anni dalla sua nascita, abbiamo ideato e realizzato la prima esposizione interamente dedicata alla sua opera: un progetto ambizioso, nato dalla collaborazione tra realtà pubbliche e iniziativa privata, capace di mettere in rete competenze, archivi e collezioni.
La mostra, ospitata nelle sale di Fondazione Museo Civico di Rovereto a Palazzo Alberti Poja, dal 2 luglio al 18 settembre 2016, ha riunito circa quaranta opere dello scultore, affiancate a lavori di suoi contemporanei per restituire con maggiore profondità il contesto culturale dell’epoca.
Il percorso espositivo, articolato in aree tematiche — dai Ritratti al Mito, dal Sacro fino all’ampia sezione dedicata a Maria Dolens e alla figura del suo ideatore Antonio Rossaro — ha guidato i visitatori attraverso le tappe fondamentali della poetica di Zuech, valorizzandone la complessità e la visione.
Accanto alla mostra, abbiamo curato l’ideazione e la realizzazione del catalogo ufficiale, un volume ricco di saggi critici e approfondimenti, corredato da schede dettagliate delle opere esposte. Un lavoro editoriale strutturato e rigoroso, arricchito dal contributo degli storici dell’arte Elvio Mich, Giulia Mori, Chiara Moser, Roberto Pancheri e Paola Pizzamano.
Il progetto è stato promosso da Fondazione Museo Civico di Rovereto in collaborazione con Fondazione Opera Campana dei Caduti e la Biblioteca Civica G. Tartarotti, con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento, dell’Accademia Roveretana degli Agiati, del Consorzio dei Comuni Trentini, della Comunità della Vallagarina, del Comune di Rovereto e di Brez.
Come Wasabi, abbiamo seguito tutto il progetto, dall’ideazione della mostra alla progettazione del catalogo, coordinando un team multidisciplinare che ha coinvolto, tra gli altri, l’architetto Giovanni Marzari per l’allestimento e lo studio fotografico AD FOTO di Nadia Baldo e Danilo Colì.
Un progetto che ha intrecciato ricerca, produzione culturale e narrazione visiva: un lavoro di squadra che ci ha permesso di restituire al pubblico la grandezza di un artista e, insieme, un frammento prezioso della storia del nostro territorio.
Ideazione mostra e catalogo
Organizzazione mostra assieme a Fondazione Museo Civico Rovereto, Fondazione Campana dei Caduti, Biblioteca Civica Tartarotti di Rovereto
Curatela mostra assieme ad Elvio Mich e Roberto Pancheri
Curatela catalogo assieme ad Elvio Mich e Roberto Pancheri
Curatela ufficio stampa con Fondazione Museo Civico di Rovereto
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