IL TEMPO DEL SILENZIO

Attraverso i confini del tempo e delle specie, un viaggio musicale racconta la storia più antica del mondo: la vita che migra, cambia, resiste. ‘Nomadic’ è un canto per la Terra, un’ode alla meraviglia della biodiversità. Dove scienza e musica si intrecciano, lì nasce la speranza.

Il tempo del silenzio. Arte, storia e volti del Santuario di San Romedio è un progetto culturale e documentaristico che racconta — con sensibilità e profondità — la storia millenaria, l’arte e la vita quotidiana di uno dei luoghi più suggestivi spiritualmente e artisticamente dell’arco alpino. Attraverso un percorso narrativo e visivo di circa 32 minuti, il film invita lo spettatore a compiere un viaggio in una dimensione dove il tempo non scorre in linea retta, ma si stratifica: passato e presente si osservano, si sfiorano, talvolta si rispondono.

 

Arroccato su uno sperone di roccia, il Santuario di San Romedio con le sue cinque chiesette sovrapposte diventa un’architettura verticale del tempo: ogni gradino è un passaggio, ogni muro custodisce un’eco. Le pietre sembrano trattenere memorie antiche, mentre le voci contemporanee — custodi, pellegrini, studiosi — restituiscono il battito umano di un luogo che non appartiene solo alla storia, ma a una continua, silenziosa trasformazione.

 

Il documentario intreccia arte sacra, testimonianze vive e dettagli architettonici in un racconto che suggerisce come il silenzio non sia assenza, ma soglia. Soglia tra epoche, tra fede e quotidianità, tra ciò che è stato e ciò che ancora risuona. Le immagini si soffermano su luce e ombra, sugli ex voto, sui segni lasciati dal passaggio dei secoli, evocando l’idea che ogni visita sia un incontro con qualcosa di più grande e insieme profondamente umano.

 

Nato anche in dialogo con il recente intervento di restauro e valorizzazione, il progetto restituisce al santuario la sua dimensione plurale: luogo di pellegrinaggio, archivio di storie intime, osservatorio sul paesaggio e sul tempo.

 

Qui il silenzio non ferma il mondo: lo dilata. E in quella dilatazione, tra roccia, cielo e memoria, lo spettatore è invitato ad ascoltare ciò che normalmente resta invisibile — come se, per un istante, il tempo stesso decidesse di raccontarsi.

  • Sceneggiatura

  • Regia

  • Riprese

  • Prostproduzione

Categoria:
DatA:
10 Ottobre 2017
CLIENTE:
Wasabi e Soprintendenza per i beni culturali di Trento

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